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PRINCIPI ED EVOLUZIONE
DELLA MAGNETOTERAPIA La magnetoterapia sotto
forma empirica è stata praticata fin dall'antichità, dal giorno in cui
il pastore Magnes o Magnet ne ebbe provato fortuitamente i benefici. La
forza di certi amuleti era in realtà dovuta alla "pietra
magnetica" con cui questi amuleti erano fatti. La
magnetoterapia è oggi una pratica largamente affermata e la cui efficacia
è universalmente riconosciuta. Il trattamento magnetoterapeutico è
orientato alla cura delle patologie dolorose di diverse origini:
infiammatoria, artritica, nevralgica, traumatica, neurologica, ecc., sia
negli esseri umani che negli animali e tra questi in particolare il
cavallo. Gli studi più importanti sono stati effettuati negli Stati
Uniti ed appartengono al Dottor Bamoty di New York, che in un suo rapporto
riferisce di un effetto termomagnetico e di un potenziale elettrico
prodotti nel sangue per induzione elettromagnetica, e agli studiosi Davis
e Rawls che hanno condotto le loro sperimentazioni presso il laboratorio
di ricerca di Green Cove in Florida. Albert Roy Davis e Walter C.
Rawls considerano la cellula vivente come un "sistema elettrico in
equilibrio". Qualunque cambiamento nell'equilibrio elettrico
della cellula ne provoca la deformazione, il mutamento e talvolta la
frattura. I citati ricercatori hanno evidenziato che in una
situazione di "riparazione interna", tanto per gli esseri
umani quanto per gli animali, si rileva un "aumento del potenziale
bioelettrico negativo" sulla superficie esterna della regione
colpita. Mano a mano che la salute si ristabilisce, il potenziale negativo
si riduce fino a raggiungere i livelli normali. Se, per un qualsiasi
motivo, questo aumento del potenziale bioelettrico naturale negativo non
si verificasse, l'effetto guarigione sarebbe ritardato se non compromesso. Le
risultanze di questa ricerca di David e Rawls spiegano i benefici effetti
del trattamento magnetoterapeutico. L'azione di un campo magnetico
produce per induzione una corrente elettrica ed è sempre accompagnata da
un aumento provvisorio del potenziale negativo (generato dal polo nord di
un magnete) che sopperisce ad una eventuale carenza di quello bioelettrico
che circola nelle cellule che, come si è detto, è indispensabile nei
processi di guarigione. Tra i campi privilegiati della magnetoterapia vi
è la "sedazione", ossia la diminuzione se non
l'eliminazione del dolore. Quando le terminazioni nervose vengono
colpite da una situazione anomala, come può essere un'infezione,
un'ustione, un trauma, ecc., l'equilibrio elettrico viene alterato a
beneficio delle cariche positive. Se si applica l'energia magnetica
negativa (quella proveniente dal polo nord) si ottiene un'azione sedativa
nella zona interessata. In linea generale si può affermare che
l'applicazione del potenziale magnetico negativo, riducendo la
sensibilità nervosa, agisce direttamente sul dolore e nel contempo mette
in moto il processo di autoguarigione. Una limitazione nel
trattamento magnetico risiede nel fatto che i campi magnetici sono
prodotti da macchine il cui impiego (stante gli elevati costi e le
dimensioni) è riservato esclusivamente a centri specializzati. Pertanto
chi ha bisogno di tali trattamenti, deve accontentarsi di un limitato
numero di sedute per ciclo i cui benefici effetti si attenuano con il
passar del tempo, ben prima del ciclo successivo il cui costo non è
indifferente. L'avvento dei nuovi "magneti permanenti"
di grande potenza e dimensioni ridotte, ricavati da una terra rara quale
il ,
abbinati a facili dispositivi di fissaggio, ha risolto il problema della
terapia magnetica a domicilio, sia come cura a se stante che come ausilio
tra due cicli di magnetoterapia da effettuarsi in centri specializzati.
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